Se non ora, quando?

Quando ho votato nel 2013, Renzi faceva ancora il sindaco di Firenze e Bersani si presentava come colui che avrebbe fatto il premier, appoggiato da Pd e Sel.
Alfano e Verdini erano candidati dall’altra parte con Berlusconi. Il programma del centrosinistra era perfettamente in linea con i miei valori e le mie aspettative.
 

Che la Costituzione consenta tutto ciò che è successo non si discute, altrimenti saremmo in presenza di un colpo di stato, ma è consentito almeno segnalare l’anomalia, oppure dobbiamo solo regolare meglio l’inclinatura del nostro piegamento a 90 gradi e farci pure prendere in giro come se non conoscessimo le regole?

Che poi, amici del Pd, anche a voi non piace tutto questo, dai, lo so. Uscite dalla parte e provate a fare un reset. Se non lo si fa ora, quando?
Si faccia ‘sta legge elettorale e poi un bel calcio nel culo a Verdini e Alfano, per dio!
Non incancrinitevi sulle stesse posizioni, facciamo un passo in avanti, il match è finito.

 
Poi un’altra cosa. Penso che i fan di Renzi dovrebbero rendersi conto che la tecnica “sfotti la gente che non la pensa come il pd” ha appena fallito.
Lo so che vi fa sentire bene, ma dovete fare uno sforzo e rinunciarvi. E’ solo un piacere effimero e momentaneo. Il risultato è stato che coloro che ancora stanno sfottendo hanno avuto ancora più voglia di alzare il sederino e andare a votargli contro. La divisione che si è creata, accentuata appunto da questo atteggiamento, è stata la chiave del risultato referendario.
I renziani dovrebbero arrivarci da soli, anche prima che arrivi la direttiva dall’alto. Che arriverà: Renzi, che è tutto fuorché stupido, sicuramente ne ha già preso atto e starà scrivendo le nuove regole della comunicazione per le prossime elezioni.

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Chi sono

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Consigliere comunale - lista civica "Cittadini per San Vito". Ex assessore all'ambiente, energia, innovazioni tecnologiche

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